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KLAUDIO NDOJA

KLAUDIO NDOJA è nato a Scutari, in Albania, il 18 maggio 1985. Ala forte di 201 centimetri, naturalizzato italiano, ha scoperto ancora ragazzino la passione per la pallacanestro, stimolato dal padre Paulin che lo ha aiutato a coltivare il talento nella sua officina di autodemolizioni, in una città natale martoriata, come tutto il suo Paese, prima dal colpo di stato del 1991, quando Klaudio aveva appena sei anni, poi dalla guerra civile del 1997, quando già aveva iniziato a cercare nel basket una ragione e una speranza di futuro, crescendo dapprima nelle giovanili dello Scutari Basket, sotto la guida di coach Korab Llanzani, poi del Vllaznia Scutari. Nel 1998 la decisione di lasciare l’Albania, in un contesto in cui la vita quotidiana era diventata pericolosa, insieme alla famiglia, con un viaggio della speranza: Klaudio raggiunge l’Italia, partendo da Valona di notte con un gommone, e dopo un percorso duro, da “invisibile”, che ne forgia il carattere, trova in Lombardia stabilità con il suo nucleo familiare e la possibilità di sviluppare il suo talento grazie allo sport. Inizia nel campionato Csi, poi una carriera che lo porta all’Aurora Desio nel 2002/2003, a Casalpusterlengo tra il 2003 e il 2005, a Sant’Antimo l’anno successivo e a Borgomanero nel 2006/2007. Alla fine di questa stagione, viene ingaggiato dalla Pierrel Capo d’Orlando, in Serie A. Una stagione, la prima nella massima serie, con 11 minuti e 3.7 punti di media a partita, poi il passaggio a Scafati, dove nella stagione 2008/2009 gioca nell’allora Legadue raggiungendo i playoff. Si conferma specialista nella categoria negli anni successivi, prima all’Aurora Basket Jesi (2009/2010), poi al Basket Club Ferrara (2010/2011), quindi prendendo parte, da capitano, alla storica promozione in Serie A di Brindisi nel 2011/2012, conquistata nella finale dei playoff contro Pistoia, in un’annata che porta la società pugliese anche alla conquista della Coppa Italia di Legadue. Nel 2012/2013 riapproda così alla massima serie, dove con l’Enel Brindisi viaggia alla media di 17.5 minuti e 6.5 punti a partita, conquistando una tranquilla salvezza e percentuali importanti nel tiro da tre (36 su 79, col 45.6%). Nel 2013/2014 è ancora Serie A con la Vanoli Cremona: altra salvezza senza patemi con un ruolino di marcia da 23.5 minuti, 5.5 punti e 4.7 rimbalzi a partita. Nella stagione 2014/2015 sceglie una A2 Gold di primo piano con la Tezenis Verona, e viene ripagato con una stagione da 11.1 punti, 5.6 rimbalzi, 1.5 assist a gara, segnando col 42% da tre punti (44 su 105, 5° miglior specialista del campionato) e con l’89% ai liberi, conquistando con la nuova maglia la Coppa Italia di categoria. Nella scorsa stagione ha indossato la canotta della Dinamica Mantova nel campionato di Serie A2 Citroen Est: 32 minuti, 12.6 punti, 5.3 rimbalzi e 1.8 assist le medie/gara (33 minuti, 12 punti, 4.5 rimbalzi e 2 assist quelle della serie playoff in cui Mantova è stata sconfitta da Agrigento). Nell’estate del 2012 è stato convocato dalla Nazionale maggiore albanese ed ha partecipato alle qualificazioni per l’Europeo di basket del 2013. Soprannominato “Il Gladiatore”, Klaudio ha riassunto la sua intensa esperienza di vita nel libro “La morte è certa, la vita no. Storia di Klaudio Ndoja”, scritto da Michele Pettene per la casa editrice Imprimatur nel 2015, spiegando così le ragioni che l’hanno portato a raccontare la sua storia: “Voglio dare speranza ai milioni di migranti che in questi anni fuggono dai loro Paesi in cerca di una vita migliore. Io sono stato un invisibile, ho combattuto contro razzismo e pregiudizi e la mia salvezza si chiama basket. Per altri può avere nomi diversi, l’importante è non mollare mai, credere nel proprio talento e non cercare mai scorciatoie o strade sbagliate”.